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	<title>Christian Zucconi</title>
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	<description>Scultore</description>
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		<title>Museo dell&#8217;Opera del Duomo &#8211; Prato</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:26:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>christian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Christian Zucconi. Nella fragilità del marmo a cura di Luca Beatrice Museo dell’Opera del Duomo, Prato 18 febbraio 2012 – 30 aprile 2012 Dopo aver messo in relazione con l’antico le proprie sculture in poli museali come quello del Castello Sforzesco a Milano e di Palazzo Farnese a Piacenza ed aver sondato la religiosità contemporanea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.christianzucconi.it/wp/wp-content/uploads/2012/02/Invito-digitale.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-573" title="Invito digitale" src="http://www.christianzucconi.it/wp/wp-content/uploads/2012/02/Invito-digitale.jpg" alt="" width="306" height="460" /></a>Christian Zucconi. <strong>Nella fragilità del marmo</strong><br />
a cura di Luca Beatrice</p>
<p>Museo dell’Opera del Duomo, Prato<br />
<strong>18 febbraio 2012 – 30 aprile 2012</strong></p>
<p>Dopo aver messo in relazione con l’antico le proprie sculture in poli museali come quello del Castello Sforzesco a Milano e di Palazzo Farnese a Piacenza ed aver sondato la religiosità contemporanea con l’opera <em>Cena in Emmaus</em> esposta alla 54° Biennale di Venezia, Christian Zucconi torna a riflettere sul senso del sacro con la mostra “Nella fragilità del marmo” a cura di Luca Beatrice. Questa volta gli spazi con i quali l’artista relazionerà le proprie opere sono quelli del Museo dell’Opera del Duomo a Prato, dove a partire dal chiostro romanico per arrivare alle “Volte” sotto la Cattedrale quattro opere di grandi dimensioni accompagneranno il visitatore alla visione del <em>Cristo deposto </em>nella cappella sotterranea. In omaggio al pulpito di Donatello custodito nelle sale dell’antico Palazzo dei Preposti, sarà inoltre esposta un’opera inedita direttamente ispirata all’artista dai putti danzanti del fregio donatelliano.<br />
«Il corpo di Gregor Samsa è quello di uno scarafaggio», scrive a tal proposito il curatore Luca Beatrice. «La sua metamorfosi è solo visiva: un involucro, nulla più, imprigiona i desideri e le emozioni che restano pur sempre quelli di un uomo. Per quanto egli si dimeni e tenti di spiegare, i familiari che provano a guardarlo con compassione non vedono altro che un disgustoso insetto.<span id="more-572"></span><br />
L’incomunicabilità di quella prigione di forme ribalta i valori psicologici del dramma. Chi è il vero mostro? L’umanità è difficile da trovare dove non c’è più e laddove dovrebbe esserci non si manifesta. Più quello scarafaggio soffre, e si svela in tutta la sua bestialità, più il nobile sentimento di chi è umano si tramuta in derisione, repulsione, incomprensione del diverso.<br />
Facile è la morale.<br />
Fedele a questa lettura del corpo come contenitore Christian Zucconi lo smembra, fino a scavarne le viscere. Da qualche anno lo scultore emiliano ha abbandonato la terracotta per esplorare le proprietà del travertino persiano, che sparge le sue vene di rosso sul candido marmoreo. Non contento dei risultati ottenuti da una rappresentazione che unisce la monumentalità del maestro Michelangelo con la modernità di Rodin, Zucconi mette in atto una metamorfosi tecnica che rinnova la scultura dalla sua gravità classica.<br />
Nel 2005 una diversa “Metamorfosis” inscenava la nudità dei sentimenti umani per esplorare con la schizofrenia di un monologo l’angoscia di un uomo di fronte a se stesso, ovvero tra il sé corporeo e la propria anima. Con il modus operandi che ha reso la compagnia teatrale catalana la Fura dels Baus una delle realtà più interessanti del teatro contemporaneo, il corpo è usato in tutte le sue possibilità performative. Messo a nudo, l’uomo svela la sua grandezza, o miseria, animale.<br />
Il protagonista nella “Metamorfosis” della Fura, rinchiuso entro quattro pareti di vetro, stava lì, privato degli strumenti suoi primari di accettazione sociale. Involucro di un’emotività pronta a esplodere.<br />
L’uso e l’abuso del nudo spezza la convenzione teatrale della quarta parete tra spettatore e attore, rompendo un equilibrio e rendendo omaggio alla tragedia greca in una nuova forma di mimesi.<br />
Paragonato al ridisegno del rapporto sul quale gioca la Fura, nello scandalo dell’esperienza collettiva che ne condivide una altrimenti intima, la novità del linguaggio di Zucconi è capace di rivitalizzare il tema classico della figurazione con un intervento d’ordine performativo.<br />
Stravolge il senso del manifesto “non finito” michelangiolesco adoperandolo nel ventre della scultura sia da un punto di vista tecnico che concettuale.<br />
La trasfigurazione del corpo, interno al soggetto, fa sì che lo scoglio della classicità venga aggirato, meglio ancora, dominato. Si placa il facile rischio, così temuto dai giovani scultori, di cadere nell’autocritica che fu di Arturo Martini, “scultura lingua morta”.<br />
Ora, è partendo dall’iconografia biblica – la Deposizione, la Vergine, il sacrificio di Erode – che Zucconi decide di muoversi per scoprire possibilità mai esplorate del materiale. Trattato alla stregua di un massello di legno, il travertino persiano  viene aggredito in superficie e scavato da dentro. Forte della padronanza tecnica derivatagli dall’uso della terra, applica lo stesso procedimento alla pietra. Scelta insolita, sicuramente riuscita quando, trovandosi di fronte alle sue sculture, sembrerà di toccare la venatura viva del legno o la porosità della ceramica piuttosto che la fredda consistenza del marmo.<br />
Al gesto, quasi pittorico, di un Medardo Rosso, si aggiunge la semplificazione lineare di Marino. Una sofferenza di matrice cristiana converge nella lettura dissacrante dell’uomo moderno.<br />
In “Depositio Christi”, della “Deposizione” del Mantegna conservata a Brera resta solo il rimando a un’icona ormai prosciugata, filtrata attraverso l’immagine fotografica del corpo morto di Che Guevara steso su una branda. L’umanità del Cristo (o del mito guerriero) supera quella classica perché ricolloca la dimensione mortale del corpo in decomposizione.<br />
Efebica ballerina in tutù è invece la versione contemporanea della “Virgo Lactans”: una giovane madre, un cigno bianco, come nella recente interpretazione della grazia e della bellezza nel talento cinematografico di Aronofsky (“The Black Swan”, 2010), rivela tutta la fragilità di una donna imprigionata nel corpo di una bambina. Impotente più che prosperosa.<br />
L’agnello sacrificale poi, simbolo dei figli di Dio uccisi per volere di Erode, rafforza  nella “Veneratio Herodis” la versione laica della formula nietzschiana “Dio è morto”. Questo piccolo uomo è anch’esso fantasma del desiderio atavico di libertà e verità volatilizzato in quel grembo vuoto.<br />
Lo spettacolo di corpi, spogliato di riferimenti ideali con il bello classico teorizzato dal Vasari, si nutre di un canone similmente sperimentato dai videoartisti e dai perfomer, da Bill Viola a Marina Abramovic. Verrebbe da pensare anche alla furia dell’austriaco Hermann Nitsch che, generando prima un senso di disgusto orgiastico e dissacrante, spinge poi a una volontaria catarsi e purificazione nello spettatore che assiste alle sue azioni.<br />
Con Zucconi, l’impianto, che potremmo definire drammaturgico più che liturgico, si compie nella contrapposizione di opposti così dissonanti da generare uno choc emotivo nel pubblico.<br />
E di spettacolo si può parlare, sia per chi ha avuto il piacere di vedere Zucconi al lavoro – a scavare, a spaccare, a lacerare il marmo per poi ricomporlo in frammenti persistenti di materia – sia guardando la violenza espressiva di questi corpi nudi ben oltre l’evidenza.<br />
All’interno del Museo dell&#8217;Opera del Duomo di Prato, il teatro “urbano” di Zucconi stabilisce atmosfere quasi gotiche, dark. Le sue sculture si collocano nello spazio come elementi di un Medioevo post-atomico. L’espressione corporale delle forme diventa più simbolica del soggetto stesso rappresentato. Vediamo l’anima che è più viva della materia morta usata per raffigurare il corpo. La dimensione è più intima e psicologica. Nella sua condivisione pubblica all’interno della Basilica, l’operazione assume le sembianze di una performance visiva studiata per quadri iconici dove crediamo di guardare a un incubo, in una società che sembra abitata da fantasmi assediati dal senso di colpa, dalla frustrazione, dalla vergogna.<br />
Ma non siamo ancora all’ultimo atto. La tragedia umana è terreno irrisolto e la pratica di Christian Zucconi ci permetterà ancora di stupirci, convinti che un nuovo tassello si potrà aggiungere al suo spettacolo del reale».<br />
Promossa dalla Diocesi di Prato in collaborazione con il Museo dell’Opera del Duomo e Die Mauer Arte Contemporanea, la mostra gode del patrocinio del Comune di Prato e si pone come evento culminante dell’annuale “Memoria del Beato Angelico”.</p>
<p><strong>Inaugurazione</strong>: sabato 18 febbraio 2012 ore 16.00 alla presenza dell’artista.<br />
<strong>Presentazione catalogo</strong>: sabato 10 marzo 2012 ore 16.00 alla presenza dell’artista e del curatore.</p>
<p><strong>Museo dell’Opera del Duomo</strong>: Piazza del Duomo 49 &#8211; Prato<br />
<strong>Orari</strong>: lunedì, giovedì e venerdì dalle 9.00 alle13.00 e dalle 14.30 alle18.30; mercoledì dalle 9.00 alle13.00; sabato dalle 10.00 alle13.00 e dalle14.30 alle18.30; domenica dalle10.00 alle13.00; martedì chiuso<br />
<strong>Informazioni</strong>: Telefono: +39 0574 29339; E-mail: musei.diocesani@diocesiprato.it</p>
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		<title>Cassero per la scultura &#8211; Montevarchi</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 15:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>christian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Christian Zucconi. La pietra e la carne a cura di Alfonso Panzetta Cassero per la scultura italiana dell’Ottocento e del Novecento 11 febbraio-9 aprile 2012 Parte integrante di quella ricognizione ed indagine critica che il museo montevarchino - unico in Italia che per vocazione è interamente dedicato alla scultura &#8211; ha avviato sulla plastica contemporanea sondandone i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.christianzucconi.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/COP-ZUCCONI-WEB1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-552" title="COP-ZUCCONI-WEB" src="http://www.christianzucconi.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/COP-ZUCCONI-WEB1.jpg" alt="" width="287" height="401" /></a> Christian Zucconi.<strong> La pietra e la carne</strong><br />
a cura di Alfonso Panzetta</p>
<p>Cassero per la scultura italiana dell’Ottocento e del Novecento<br />
<strong>11 febbraio-9 aprile 2012</strong></p>
<p>Parte integrante di quella ricognizione ed indagine critica che il museo montevarchino - unico in Italia che per vocazione è interamente dedicato alla scultura &#8211; ha avviato sulla plastica contemporanea sondandone i materiali, le problematiche, i linguaggi e le poetiche, l’allestimento di alcune opere di Christian Zucconi (Piacenza, 1978) all’interno delle sale espositive de “Il Cassero” sollecita riflessioni e suggestioni certamente inattese. Reduce dalla sua partecipazione alla 54ª Biennale Internazionale d’Arte di Venezia e da due straordinarie personali allestite all’interno del Museo d&#8217;Arte Antica del Castello Sforzesco a Milano e di quello di Palazzo Farnese a Piacenza, l’artista entra ora in diretto colloquio con la scultura otto-novecentesca del Museo. Il materiale è quello lapideo, nella sanguigna variante del travertino persiano che accentua i contenuti “carnali” della sua poetica scabra e scabrosa; già questo potrebbe essere individuato come il suo specifico linguaggio, ma c’è ben altro. La particolarità della sua ricerca artistica è amplificata da una tecnica d’esecuzione assolutamente matura e singolare, volta ad alleggerire le opere, a svuotarle dalla materia superflua sino a farle divenire gusci leggeri, fessurati e fluttuanti. Una tecnica che giunge a confutare la tradizionale convinzione che la scultura in pietra non possa essere “leggera”.<span id="more-550"></span><br />
Primo dei cinque appuntamenti dedicati alla scultura contemporanea che si svolgeranno al Cassero nell’arco del 2012, la mostra è organizzata dal Comune di Montevarchi e dall’“Associazione Amici de Il Cassero per la scultura italiana dell’Ottocento e del Novecento” e si avvale della collaborazione e della competenza di giovani emergenti sperimentando una nuova, proficua collaborazione con l&#8217;“Associazione Fotoamatori Francesco Mochi” e l&#8217;“Associazione MACMA”, importanti realtà che attraverso la fotografia e la cinematografia sono in grado di dialogare e fondersi con la scultura contemporanea di livello nazionale. Dal 18 febbraio, in contemporanea con l’esposizione montevarchina, Zucconi è presente in Toscana con un’altra mostra allestita al Museo dell’Opera del Duomo di Prato a cura di Luca Beatrice.</p>
<p>Info:<br />
Inaugurazione 11 febbraio 2012<br />
T. +39 055.9108274<br />
info@ilcasseroperlascultura.it<br />
www.ilcasseroperlascultura.it<br />
Facebook: Cassero per la Scultura<br />
Biglietto Museo + Mostra<br />
Intero: € 3,00.<br />
Ridotto: € 1,00 – under 18, soci COOP, CTS, ISIC, ITIC.<br />
Gratuito: over 65 anni, under 6, disabili e possessori di Edumusei Card.<br />
Orario di apertura<br />
Giovedì e venerdì: 10-13 e 15-18<br />
Sabato e domenica: 10-13 e 15-19<br />
Primo giovedì del mese: 21.30-23.30<br />
Chiuso domenica 8 aprile e aperto lunedì 9 aprile<br />
Catalogo di 32 pagine a cura di Alfonso Panzetta con un testo di Giulia Stagi edito da Torelli Edizioni (Montevarchi).<br />
Comunicazione Ufficio Stampa &#8211; Comune di Montevarchi<br />
Studio ESSECI – Sergio Campagnolo<br />
T. +39 049.663499<br />
info@studioesseci.net<br />
www.studioesseci.net</p>
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		<title>Musei Civici di Palazzo Farnese &#8211; Piacenza</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Sep 2011 12:44:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>christian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Christian Zucconi. Stigmata a cura di Elena Percivaldi Musei Civici di Palazzo Farnese 22 ottobre &#8211; 30 dicembre 2011 Curata da Elena Percivaldi, l’esposizione presenta otto sculture, alcune delle quali già esposte al Castello Sforzesco di Milano, ma qui rilette secondo un nuovo e originale percorso. Il titolo della mostra, “Stigmata”, insiste infatti – fedele all’etimologia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.christianzucconi.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/Invito-digitale-Piacenza-def.png"><img class="alignleft size-full wp-image-539" title="Invito digitale" src="http://www.christianzucconi.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/Invito-digitale-Piacenza-def.png" alt="" width="302" height="302" /></a>Christian Zucconi. <strong>Stigmata</strong><br />
a cura di Elena Percivaldi</p>
<p>Musei Civici di Palazzo Farnese<br />
<strong>22 ottobre &#8211; 30 dicembre 2011</strong></p>
<p>Curata da <strong>Elena Percivaldi</strong>, l’esposizione presenta otto sculture, alcune delle quali già esposte al Castello Sforzesco di Milano, ma qui rilette secondo un nuovo e originale percorso. Il titolo della mostra, “<strong>Stigmata</strong>”, insiste infatti – fedele all’etimologia greca della parola – sul concetto di opera come ‘segno’, ‘impronta’.<br />
Il percorso espositivo, che si dipana dai sotterranei alle sale dei <strong>Musei Civici</strong> ricche di capolavori del passato, è studiato in modo molto attento e con uno scopo ben preciso: costruire un dialogo, anzi creare una forma di meditazione, tra le opere di Zucconi e l’antico.<br />
Le prime quattro sculture – “Crucifixio”, “Ancilla Domini”, “Clavus Alexandri”, “Salomé” – sono messe in relazione con alcuni degli spazi più significativi di Palazzo Farnese (come le Mura Farnesiane e la Scala a chiocciola del Vignola), nei quali si inseriscono naturalmente rappresentando l’ambientazione ideale per rifletterne appieno i molteplici, caleidoscopici significati. Le ultime quattro, invece, sono rapportate con le opere d’arte antiche presenti nelle collezioni museali, che le affiancano e le rispecchiano ora per logica e naturale continuazione ora per contrasto. Così “Selemno”, scultura acquatica, è collocata sul pianerottolo dello Scalone d’Onore in relazione alla “Fontana del Mosè”; la “Depositio Christi” è posta in Pinacoteca accanto allo “Svenimento di Maria sotto la Croce” (1673) di <strong>Giovanni Battista Merano</strong>; la “Madonna del Latte” – esposta per la prima volta al pubblico – si relaziona con un capolavoro poco conosciuto ma sensazionale: la “Madonna adorante il Bambino con San Giovannino” (1483-87) di <strong>Sandro Botticelli</strong>. <span id="more-538"></span>Chiude il percorso l’inedita “Veneratio Herodis”, collocata nella Sala della raccolta Rizzi, dove il piccolo corpo del neonato morto è vegliato da una selva di Madonne antiche.<br />
“Zucconi – spiega la curatrice – informa la sua materia prima d’elezione, il travertino persiano, con grande drammaticità. Le stimmate sono i segni tangibili che portano le sue sculture dopo che egli le ha create. Le opere stesse diventano la testimonianza viva e palpitante della ricerca, che lo scultore e l’uomo con esso compie, della Verità. Ricerca che però quasi sempre fallisce, lasciandoci col corpo – che Zucconi rappresenta scavato, mettendone a nudo in tutta la sua drammaticità l’anima – mutilato e ferito. Coperto di ‘stimmate’, appunto, ossia dei segni tangibili della lotta e della sconfitta. Una sconfitta che ci porta alla presa di coscienza della nostra debolezza”.</p>
<p><strong>Orari: </strong>lunedì chiuso; martedì, mercoledì e giovedì dalle 9.00 alle 13.00; venerdì e sabato dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00; domenica dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00</p>
<p><strong>Inaugurazione: </strong>sabato 22 ottobre 2011 alle ore 17.30</p>
<p><strong>Presentazione del catalogo: </strong>domenica 13 novembre 2011 alle ore 16.00</p>
<p>Per accrediti stampa e fotografie in alta definizione:<br />
<em> </em>ufficiostampa.stigmata@gmail.com</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>54° Biennale di Venezia &#8211; Padiglione Italia Emilia Romagna</title>
		<link>http://www.christianzucconi.it/esposizione-biennale/</link>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 14:40:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Chiostri di San Pietro via Emilia San Pietro, 44 - Reggio Emilia 18 luglio &#8211; 10 ottobre 2011 La partecipazione italiana alla 54° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali attraverso la Direzione Generale per il Paesaggio, le Belle Arti, l’Architettura e l’Arte Contemporanee, d’intesa con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel=gallery[Portfolio] href="http://www.christianzucconi.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/jpg-1024x723.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-67" title="Invito " src="http://www.christianzucconi.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/jpg-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a><strong>Chiostri di San Pietro</strong><br />
via Emilia San Pietro, 44 - Reggio Emilia<br />
<strong>18 luglio &#8211; 10 ottobre 2011</strong></p>
<p>La partecipazione italiana alla <strong>54° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia</strong> è promossa dal <strong>Ministero per i Beni e le Attività Culturali</strong> attraverso la Direzione Generale per il Paesaggio, le Belle Arti, l’Architettura e l’Arte Contemporanee, d’intesa con la Biennale di Venezia, presieduta da Paolo Baratta. Quest’anno la partecipazione ha tutti i caratteri dell’eccezionalità.<br />
Il curatore del Padiglione Italia, <strong>Vittorio Sgarbi</strong>, incaricato dal Ministero, ha elaborato un progetto concepito con un criterio originale: gli oltre 200 artisti in esposizione sono stati indicati da scrittori, poeti, registi, uomini di pensiero chiamati a far parte di un Comitato tecnico scientifico, presieduto da <strong>Emmanuele F.M. Emanuele</strong>. Gli Intellettuali, individuati tra le personalità di riconosciuto prestigio internazionale, volutamente non-critici d’arte, hanno espresso la loro preferenza motivandone la scelta, con risultati sorprendenti.<span id="more-66"></span><br />
Il progetto curatoriale riserva inoltre un ruolo importante al <strong>150° anniversario dell’Unità d’Italia</strong>, prevedendo numerose e importanti iniziative speciali tra cui le esposizioni promosse nelle regioni italiane in collaborazione con le amministrazioni regionali, e le attività programmate negli Istituti Italiani di Cultura promosse dal Ministero degli Affari Esteri.<br />
Nei <strong>Chiostri di San Pietro</strong>, Zucconi esporrà per la prima volta l&#8217;opera &#8220;<strong>Cena in Emmaus</strong>&#8220;. <em>Summa</em> di una profonda e coerente ricerca estetica, filosofica e teologica, che si pone come definitiva cesura tra un prima e un dopo, l’opera non solo si appropria definitivamente dell’ambiente circostante, ma immette lo spettatore in un’atmosfera obbligata che lo getta nella scomoda situazione di osservatore diretto, chiamato in causa personalmente dalla scena che si svolge di fronte a lui. Il mito è ormai alle spalle dell’artista, che adesso si sente attratto come da un inesorabile magnete dalla sola storia, da quella traccia dell’uomo nel tempo che è vista da Zucconi come &#8220;un rivolo di sangue, uno schizzo di sperma o una goccia di bava&#8221;. Il salto dall’ideale greco all’<em>hic et nunc</em> romano e poi europeo è stato definitivamente effettuato, e l’atterraggio ha lasciato l’artista senza fiato, dolorante e con le gambe spezzate: lo spazio dove ora si muove Zucconi e dal quale estrae le figure che ci propone è finalmente l’inferno contemporaneo.</p>
<p>La mostra sarà inaugurata da Vittorio Sgarbi lunedì 18 luglio 2011 alle ore 21.00</p>
<p>Informazioni:<br />
Musei Civici Reggio Emilia<br />
Tel. + 39 3482571819 Fax: +39 0522456476</p>
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		<title>Compagnia del Disegno &#8211; Rivoluzione Kenoclastica</title>
		<link>http://www.christianzucconi.it/esposizione-compagnia-del-disegno/</link>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2010 07:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Compagnia del Disegno via Santa Maria Valle, 5 &#8211; Milano 5 maggio &#8211; 25 giugno 2010 L’artista che ha scandalizzato Milano con la sua ultima personale espone alcune delle opere censurate al Castello Sforzesco (aperto per la seconda volta in 80 anni ad un artista contemporaneo) accanto a sculture inedite nella storica galleria milanese. La mostra, a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="gallery[Portfolio]" href="http://www.christianzucconi.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/Invito-Compagnia-del-Disegno.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-301" title="Invito-Compagnia-del-Disegno" src="http://www.christianzucconi.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/Invito-Compagnia-del-Disegno-300x217.jpg" alt="" width="300" height="217" /></a><strong>Compagnia del Disegno</strong><br />
<strong></strong>via Santa Maria Valle, 5 &#8211; Milano<br />
<strong>5 maggio &#8211; 25 giugno 2010</strong></p>
<p>L’artista che<strong> ha scandalizzato Milano</strong> con la sua ultima personale espone alcune delle <strong>opere censurate al Castello Sforzesco</strong> (aperto per la seconda volta in 80 anni ad un artista contemporaneo) accanto a sculture inedite nella storica galleria milanese.<br />
La mostra, a cura di <strong>Alain Toubas</strong>, si propone di approfondire la conoscenza di quella “rivoluzione conservatrice” che, adottando un linguaggio in cui l’apparenza diventa sostanza, ha creato un acceso dibattito sulla rappresentazione della violenza e della sessualità nell’arte. Con una cernita di opere rappresentative che si muovono tra soluzioni formali disturbanti e raffinate al tempo stesso, Alain Toubas, già ideatore della discussa mostra al Castello Sforzesco, ospita negli spazi della Compagnia del Disegno un artista in grado di innovare profondamente la scultura in pietra senza tradire la grande tradizione scultorea italiana.<span id="more-300"></span><br />
Esasperando l’invito Michelangiolesco a rimuovere la pietra superflua, Zucconi dapprima realizza un’opera completa, poi la fa a pezzi per rimuovere il marmo in eccesso all&#8217;interno della scultura. Il processo si conclude con la ricomposizione dell&#8217;opera, che presenta così solo una sottilissima pelle di pietra su cui rimangono i segni di questo laborioso (e tecnicamente virtuosistico) iter realizzativo.<br />
Tutto ciò non è gratuito: le opere sono così leggere da poter essere sospese o assumere posizioni altrimenti impossibili: gli esempi più evidenti sono intere figure di marmo a dimensioni naturali, sorrette da semplici cavi d’acciaio, ma uno sguardo esperto avvertirà la mancanza di sostegni a sorreggere braccia tese in avanti o addirittura gambe in punta di piedi.<br />
Lungi dal cercare un improbabile paragone con un passato a cui è sinceramente devoto, Zucconi mostra come si possa innovare rispettando i classici, ma adottando un linguaggio in cui l’apparenza diventa sostanza: ecco perché le sue opere sono così vicine alla sensibilità del nostro tempo.</p>
<p>Orari: da martedì al venerdì 10.00-12.30 / 16.00-19.30 &#8211; sabato su appuntamento<br />
www.compagniadeldisegno.com &#8211; E-mail: info@compagniadeldisegno.com<br />
Tel. 02/86463510 &#8211; Fax 02/8053374</p>
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		<title>Castello Sforzesco &#8211; Rivoluzione Kenoclastica</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 07:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Museo d’Arte Antica piazza Castello, 1 &#8211; Milano 6 marzo – 25 aprile 2010 Quattordici innovative opere di Christian Zucconi dialogano con l’arte antica nelle sale del Castello Sforzesco di Milano, accanto alla michelangiolesca Pietà Rondanini, dove per la prima volta lo scultore espone dal 6 marzo al 25 aprile 2010 gli esiti della sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="gallery[Portfolio]" href="http://www.christianzucconi.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/Invito-Castello-Sforzesco.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-298" title="Invito-Castello-Sforzesco" src="http://www.christianzucconi.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/Invito-Castello-Sforzesco-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" /></a><strong>Museo d’Arte Antica</strong><br />
piazza Castello, 1 &#8211; Milano<br />
<strong> </strong><strong>6 marzo – 25 aprile 2010</strong></p>
<p><strong> </strong>Quattordici innovative opere di Christian Zucconi dialogano con l’arte antica nelle sale del Castello Sforzesco di Milano, accanto alla michelangiolesca Pietà Rondanini, dove per la prima volta lo scultore espone dal 6 marzo al 25 aprile 2010 gli esiti della sua<strong> “Rivoluzione Kenoclastica”.</strong><br />
<strong> </strong>La mostra, curata da <strong>Rudy Chiappini</strong> con il patronato della <strong>Regione Lombardia, promossa dal Comune di Milano</strong> e prodotta da <strong>Castello Sforzesco </strong>e <strong>Palazzo Reale</strong>, dà vita ad un inedito incontro tra opere contemporanee e l’arte di Michelangelo, modello assoluto e punto di riferimento imprescindibile per ogni scultore.<span id="more-297"></span><br />
“Il corpo smembrato e ricomposto è, per l’artista piacentino, oggetto e soggetto d’analisi là dove la prospettiva viene capovolta e il vuoto viene ad assumere una consistenza dal sapore fisico oltre che metafisico – spiega l’assessore alla Cultura del Comune di Milano <strong>Massimiliano Finazzer Flory</strong> -. E con quattordici sculture che incarnano e dis-incarnano tale principio l’esposizione presenta in uno dei luoghi michelangioleschi l’evoluzione e la messa, per così dire, in pratica dell’assunto del maestro fiorentino del levare il superfluo”.<br />
Quella di Zucconi si pone come una rivoluzione talmente radicale che per essere definita è stato coniato il termine <strong>“Kenoclastia”</strong>, un neologismo che mette in evidenza il particolare processo tecnico di rompere la scultura finita e di svuotarne i pezzi.<br />
Nelle sculture kenoclastiche le leggi naturali sono come sovvertite: il vuoto prende una propria consistenza fisica; il peso del rosso travertino persiano diventa leggero, ricomposto in soluzioni formali estreme, fino ad oggi impensabili nella scultura in pietra.<br />
Prendono così vita figure segnate e ferite, nate da un’operazione creatrice di corpi che sembrano liberarsi dalle forme indistinte del marmo, per poi, letteralmente, essere distrutti in frammenti, svuotati e infine ricomposti nell’espressione drammatica di fratture e suture.<br />
Il travertino rosso, lavorato da Christian Zucconi, rende vivi e pulsanti i soggetti dell’antichità classica e della tradizione cristiana, come Marsia, Salomè e Selemno, scelti per raccontare la sofferenza del mondo contemporaneo, concentrato sull’esteriorità, sulla forma anziché sulla sostanza, sugli involucri che camuffano vuoti e debolezze.</p>
<p>Orari: da martedì a domenica 9.00 &#8211; 17.30. Chiuso lunedì<br />
Ingresso libero previo acquisto del biglietto al Museo (3 euro.)<br />
Info: Tel 02 88463700 www.milanocastello.it</p>
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		<title>Castello Visconteo &#8211; Legioneexmatteo</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jul 2007 15:30:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>christian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Pinacoteca del Castello Visconteo Castello e piazza San Magno &#8211; Legnano 14 aprile – 1 luglio 2007 La mostra dedicata all’opera dello scultore piacentino Christian Zucconi, a cura di Flavio Arensi, inaugura una serie di esposizioni che Legnano dedica a giovani artisti contemporanei. In un suggestivo percorso che collega il Castello di Legnano alla centralissima Piazza San [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.christianzucconi.it/wp/wp-content/uploads/2007/07/Legione.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-349" title="Legione" src="http://www.christianzucconi.it/wp/wp-content/uploads/2007/07/Legione.jpg" alt="" width="302" height="455" /></a><strong>Pinacoteca del Castello Visconteo</strong><br />
Castello e piazza San Magno &#8211; Legnano<br />
<strong>14 aprile – 1 luglio 2007</strong></p>
<p>La mostra dedicata all’opera dello scultore piacentino <strong>Christian Zucconi</strong>, a cura di <strong><strong>Flavio Arensi</strong>, </strong>inaugura una serie di esposizioni che Legnano dedica a giovani artisti contemporanei.<br />
In un suggestivo percorso che collega il Castello di Legnano alla centralissima Piazza San Magno, si possono ammirare, dal 14 aprile al 1° luglio, trenta lavori, tra sculture e disegni, allestiti nella Pinacoteca insieme con il diario fotografico che racconta la realizzazione della scultura monumentale (base 5 metri x 2,70 m di altezza) appositamente creata per il Comune di Legnano.<br />
La grande opera, collocata in piazza San Magno, rappresenta una complessa scena di lotta ispirata all&#8217;episodio del <strong>demone di Gerasa</strong> raccontato dal vangelo di Marco (5,6-11).<br />
La mostra è accompagnata da una preziosa monografia edita da Ti.Ple.Co. curata da <strong>Alain Toubas</strong>, che si avvale dei testi critici di <strong>Stefano Fugazza</strong>, direttore della Pinacoteca &#8220;Ricci Oddi&#8221; di Piacenza, e <strong>Alfonso Panzetta</strong>, critico e docente, che ha di recente dato alla stampa il <em>Dizionario degli scultori italiani dell’Ottocento</em>.<span id="more-346"></span><br />
Nello stesso periodo dell’appuntamento legnanese, anche Milano dedicherà una personale al lavoro di Zucconi, dal titolo ‘Sculture 1991-2006’. Alla Compagnia del Disegno, infatti, dal 18 aprile al 1° luglio, verranno presentate dodici sculture e una serie di disegni a carboncino su cartone.<br />
Il percorso dell&#8217;artista si basa sulla figura umana e sulle potenzialità creative/creatrici del materiale, che è quasi esclusivamente il travertino persiano.</p>
<p>Orari: dal martedi al sabato 15.00 &#8211; 19.00; domenica e festivi 10.00 -13.00 / 15.00 &#8211; 19.00.<br />
Lunedì chiuso<br />
Ingresso libero</p>
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		<title>Sculture 1991-2006</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2007 15:57:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>christian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Compagnia del Disegno via Santa Maria Valle, 5 &#8211; Milano 19 aprile &#8211; 29 giugno 2007 In concomitanza dell&#8217;importante personale che il Comune di Legnano dedicherà a Zucconi nella Pinacoteca del Castello Visconteo, Alain Toubas, coordinatore della mostra legnanese &#8220;Legioneexmatteo&#8221;, esporrà anche nella propria galleria dodici sculture e una serie di disegni a pastello grasso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.christianzucconi.it/wp/wp-content/uploads/2007/04/Krisis.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-365" title="Krisis" src="http://www.christianzucconi.it/wp/wp-content/uploads/2007/04/Krisis.jpg" alt="" width="304" height="420" /></a>Compagnia del Disegno</strong><br />
via Santa Maria Valle, 5 &#8211; Milano<br />
<strong>19 aprile &#8211; 29 giugno 2007</strong></p>
<p>In concomitanza dell&#8217;importante personale che il Comune di Legnano dedicherà a Zucconi nella Pinacoteca del Castello Visconteo, <strong>Alain Toubas</strong>, coordinatore della mostra legnanese &#8220;Legioneexmatteo&#8221;, esporrà anche nella propria galleria dodici sculture e una serie di disegni a pastello grasso su carta dell&#8217;artista piacentino. Il parallelismo espositivo, coadiuvato dalla pubblicazione a firma di Stefano Fugazza e Alfonso Panzetta, si porrà come esaustivo <em>excursus</em> nei primi 15 anni di lavoro del giovane e precocissimo scultore, visto da Toubas come &#8220;uno dei più promettenti interpreti dell&#8217;arte scultorea italiana&#8221;.</p>
<p>Orari: da martedì al venerdì 10.00-12.30 / 16.00-19.30 – sabato su appuntamento<br />
www.compagniadeldisegno.com – E-mail: info@compagniadeldisegno.com<br />
Tel. 02/86463510 – Fax 02/8053374</p>
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		<title>La Parola del Gesto</title>
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		<pubDate>Thu, 11 May 2006 04:19:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>christian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Galleria Monteverdi via Francesco Petrarca, 8 &#8211; Parma 11 maggio &#8211; 10 giugno 2006 Per la cura di Alberto Mattia Martini, quattordici sculture del giovane artista piacentino raccontano di quel movimento insito nell’animo che marca una presenza umana: la parola del gesto. Nell&#8217;opera di Zucconi l’idioma si avvale delle idee, della riflessione e della ricerca del non-sensibile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.christianzucconi.it/wp/wp-content/uploads/2006/05/Monteverdi.png"><img class="alignleft size-full wp-image-377" title="Monteverdi" src="http://www.christianzucconi.it/wp/wp-content/uploads/2006/05/Monteverdi.png" alt="" width="304" height="384" /></a>Galleria Monteverdi</strong><br />
via Francesco Petrarca, 8 &#8211; Parma<br />
<strong>11 maggio &#8211; 10 giugno 2006</strong></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;">Per la cura di <strong>Alberto Mattia Martini</strong>, quattordici sculture del giovane artista piacentino raccontano di quel </span></strong>movimento insito nell’animo che marca una presenza umana: <strong>la </strong><strong>parola del gesto</strong>.<br />
Nell&#8217;opera di Zucconi l’idioma si avvale delle idee, della riflessione e della ricerca del non-sensibile in sintonia con la pietra, che pare tramutarsi in materia organica. Il linguaggio da verbale diviene un’analisi di rappresentazione dell’invisibile, o meglio di quella parte dell’uomo e quindi del mondo sovrasensibile, che coglie lo stato informe dell’essere, la sua luce primordiale, quel pensiero primigenio metafisico orientato a sciogliere i legami con la sola materia per tendere all’universalità. L’esperienza del giovane scultore prende origine dalle forze primarie dell’uomo, dal dualismo tra intelligenza formante e energia naturale insita nel corpo, una ricerca nel regno invisibile, nella profondità dove si articolano dubbi e paure, ma che può condurre a gioia inaspettata, quando l’uomo si sente appieno inserito e in sintonia con le viscere del mondo.<br />
In questa raffinata mostra, un&#8217;arte intensamente e vigorosamente contemporanea, ma intrisa di storia, di arte romanica e mito, riesce a colpire lo spettatore con suggestioni forti, regalando un lucido quanto amaro pensiero sulla condizione umana.</p>
<p>Orari: da martedì al venerdì 10.00-12.30 / 16.00-19.30 – sabato su appuntamento<br />
www.galleriamonteverdi.it<br />
tel/fax 0521 287108</p>
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		<title>L&#8217;ombra si figura</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Dec 2004 04:53:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>christian</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Nuovo Spazio Arte Contemporanea via Calzolai, 24 &#8211; Piacenza 4 &#8211; 31 dicembre 2004 Per la cura di Aldo Benedetti, coadiuvate dalle note della &#8220;Dante Symphonies&#8221; di Listz, due sculture di grandi dimensioni immettono il visitatore in una mostra in cui quattordici opere di piccole e medie dimensioni testimoniano della produzione più recente del giovanissimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.christianzucconi.it/wp/wp-content/uploads/2004/12/Nuovo-Spazio1.png"><img class="alignleft size-full wp-image-456" title="Nuovo Spazio" src="http://www.christianzucconi.it/wp/wp-content/uploads/2004/12/Nuovo-Spazio1.png" alt="" width="284" height="400" /></a>Nuovo Spazio Arte Contemporanea</strong><br />
via Calzolai, 24 &#8211; Piacenza<br />
<strong>4 &#8211; 31 dicembre 2004</strong></p>
<p>Per la cura di <strong>Aldo Benedetti</strong>, coadiuvate dalle note della &#8220;Dante Symphonies&#8221; di Listz, due sculture di grandi dimensioni immettono il visitatore in una mostra in cui quattordici opere di piccole e medie dimensioni testimoniano della produzione più recente del giovanissimo scultore piacentino.<br />
Ispirata al verso dantesco &#8220;<strong>l&#8217;ombra si figura</strong>&#8220;, la mostra sonda il disagio esistenziale attraverso un accurato quanto cruento incontro/scontro di forme e materiali: corpi umani amputati, interrotti, mutati; corpi che si muovono cristallizzati in un momento, astratti nel travertino e nel ferro in un tragico recupero di forme dissolte.</p>
<p>Orari: dal lunedì al sabato 10.00-12.30 / 16.00-19.30 &#8211; giovedì pomeriggio e domenica su appuntamento<br />
www.gallerianuovospazio.it<br />
tel/fax 0523-321922</p>
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